Liberare Roma al fianco di tutte le Case delle Donne

Le Case delle Donne sono un patrimonio per tutte e tutti noi e vanno tutelate. In questo senso il Comune di Roma non riconosce né l’autonomia, né il valore sociale, politico ed educativo che queste realtà rilasciano ogni giorno per le strade dei quartieri della città. Le Case delle donne sono un valore sociale, politico ed educativo straordinario e vanno protette sempre.

Ed è per questo motivo che, come Liberare Roma, siamo scesi in Piazza del Campidoglio il 18 febbraio 2020 al fianco delle realtà che si sono riunite per far sentire la propria voce all’Amministrazione Capitolina.

La Casa Internazionale Delle Donne è a rischio sfratto da agosto 2018 da quando il Comune di Roma ha revocato la convezione. Nonostante ciò le associazioni che la animano continuano a offrire servizi per tutte le donne senza né il riconoscimento sociale né finanziamenti da parte del Comune. Un atteggiamento del genere da parte dell’Amministrazione Comunale rischia di cancellare un luogo storico del femminismo romano che è diventato patrimonio dei diritti e delle libertà delle donne e di tutta la città.

A Lucha y Siesta la situazione non è migliore. Qui si rischia il distacco delle utenze: Per volere di Atac spa con il sostegno del Comune, nella procedura di concordato per evitare il fallimento della municipalizzata più indebitata d‘Italia, nonostante la Regione Lazio abbia avviato le procedure per partecipare all’asta e acquistare l’immobile”, si legge nel comunicato a margine della manifestazione.

Liberare Roma c’è. Siamo in piazza dalla parte delle donne e delle Case delle Donne. Luoghi aperti e accoglienti che vanno protetti da ogni tentativo di chiusura in nome di una burocrazia e di una corsa alla legalità che non tiene conto della vita materiale e della storia delle nostre comunità.

Liberiamo Roma dalla miopia politica, restituiamola alla complessità e alla bellezza.